REIKI

L’ambito del settore olistico comprende, oltre ai percorsi formativi dedicati a metodiche manuali o comunque di impostazione naturalistica, altre discipline che per il loro carattere di specificità sono collocate in spazi autonomi, pur avendo una notevole sinergia praticamente con tutte le altre metodologie: tanto per fare un’esempio, e per entrare nel tema di questa pagina, chi si occupa di Massaggi o tecniche manuali in genere può trarre notevole giovamento dalla conoscenza, ed applicazione, di argomenti strettamente connessi alla sfera energetica, quali appunto il Reiki, in una visione globale del proprio campo di attività peculiare.

Traducendo il termine Rei-Ki  si può chiamare
Energia Vitale - Universale’ e la disciplina affonda le radici nelle antiche tradizioni buddiste di guarigione, dove attraverso l’uso delle mani si agisce sul corpo energetico (sistema dei Chakra) per trattare sé stessi ed anche gli altri, veicolando ed amplificando l’Energia di cui tutto il creato è ricco.

 
Il fondatore del Reiki come 'sistema di guarigione naturale'
fu il dott. Mikao Usui. Alla fine del XIX secolo il dottor Usui era presidente di una piccola università cristiana a Kyoto in Giappone, la "Doshisha University". Egli era anche un sacerdote.

Un interscambio con uno studente cambiò lo scopo della vita del dott. Usui. Mentre incominciava uno degli ultimi servizi religiosi dell'anno scolastico, uno studente all'ultimo anno dei suoi studi gli chiese: "Lei accetta il contenuto della Bibbia letteralmente?"  Usui rispose che difatti ci credeva. Lo studente continuò "La Bibbia dice che Gesù curava i malati e li guariva e che camminava sull'acqua. Lei accetta questo così com'è scritto? Lo ha mai visto succedere tutto questo?". Usui rispose che ci credeva ma che non aveva mai visto una guarigione, né qualcuno che camminasse sull'acqua.

Lo studente continuò: "Per Lei, dott. Usui, quel tipo di fiducia cieca è sufficiente, perché lei ha vissuto la sua vita e possiede le sue sicurezze. Per noi che stiamo appena iniziando le nostre vite da adulti, e per questo abbiamo tante domande e inquietudini, non è sufficiente. Noi abbiamo bisogno di vedere con i nostri occhi."

Un seme era stato impiantato. Il giorno seguente Usui si dimise da presidente della Doshisha University ed andò negli Stati Uniti all’Università di Chicago, dove ricevette il dottorato in Sacre scritture per le sue ricerche sul segreto di come Gesù e i suoi discepoli guarivano gli ammalati. Non trovò quello che cercava.

Osservando che nella tradizione Buddhista a Buddha era attribuito il potere di guarire, decise di tornare in Giappone, per vedere cosa poteva imparare dal Buddhismo.

Al suo ritorno in Giappone, il dott. Usui cominciò a visitare i monasteri Buddhisti, cercando qualcuno che si occupasse della conoscenza della guarigione fisica.

Riceveva sempre la stessa risposta alle sue domande: "Siamo troppo occupati nella guarigione dello spirito per poterci preoccupare di guarire il corpo".

Finalmente, trovò una persona che almeno si dimostrava interessata al problema della guarigione fisica, un abate anziano di un monastero Zen. Usui chiese di essere ammesso al monastero per studiare le sacre scritture dei buddhisti, le 'sutras', per poter completare la sua ricerca sull’essenza della guarigione.

Studiò le traduzioni giapponesi delle scritture dei buddhisti, ma non trovò la spiegazione che cercava. Imparò il cinese per avere maggiori possibilità nello studiare le scritture dei buddhisti, però ancora non riuscì a trovare la spiegazione.

Egli poi decise di imparare il Sanscrito, l’antica lingua, per poter leggere le scritture originali dei buddhisti e per avere accesso a quelle scritture che non erano state mai tradotte in altre lingue: finalmente trovò quello che cercava.

Nelle lezioni di Buddha, che erano state scritte da un discepolo ignoto mentre l'Illuminato parlava, Usui trovò la formula, i simboli e la descrizione di come Buddha operava le guarigioni.

Dunque alla fine di una ricerca di sette anni, aveva trovato quello che cercava, ma non completamente. Nonostante avesse scoperto la conoscenza, non aveva il potere di guarire. Discutendo di questo con il suo vecchio amico, l’abate, egli decise di andare su una montagna per meditare e cercare il potere di guarire.

L’abate gli disse che sarebbe stato pericoloso e che avrebbe potuto perdere la sua vita. Mikao Usui gli rispose che era arrivato fino a questo punto e che non aveva intenzione di tornare indietro.

Scalò quindi una delle montagne sacre del Giappone e rimase in meditazione per ventuno giorni. Il primo giorno posizionò ventuno sassolini davanti a sé ed ogni giorno che passava, ne eliminava uno.

Il ventunesimo giorno ebbe la visione di un raggio di luce dal cielo che veniva velocemente verso di lui. Nonostante la paura, non si mosse, fu colpito dalla luce e scaraventato per terra. Poi, in rapida successione gli comparvero davanti delle bollicine di luce e i simboli che aveva scoperto nei suoi studi, la chiave per guarire di Buddha e Gesù. I simboli si impressero nella sua memoria.

Quando la trance terminò Usui non si sentiva più stanco, rigido o affamato come nei momenti che precedevano il suo ultimo giorno di meditazione; si alzò e cominciò ad incamminarsi sulla via del ritorno.

Scendendo dalla montagna, per strada urtò il piede e strappò indietro l’unghia dell’alluce. Prese il dito nella mano e, dopo qualche minuto, il dolore scomparve, l'emorragia si fermò ed il dito iniziò a guarire.

Quando fu a valle, si fermò presso una trattoria e chiese di fare colazione. Il vecchio venditore, vedendo la lunghezza della barba del dott. Usui e la condizione dei suoi vestiti, capì che era stato digiuno per un lungo periodo. Gli disse che avrebbe aspettato qualche minuto prima che il cibo fosse pronto e lo fece sedere su una panchina sotto un albero.

Dopo un po’ arrivò la figlia del venditore con la colazione. Vedendola  Usui si accorse che ella aveva pianto e che una della sue guance era gonfia e rossa.

Le chiese cosa fosse accaduto e la ragazza gli rispose che aveva mal di denti da tre giorni. Lui chiese se poteva toccare la sua faccia e le prese la guance fra le mani.

Dopo qualche minuto il dolore era passato e il gonfiore iniziò a diminuire.

Tornato al monastero in serata, Usui fu informato che il suo amico, l’abate, era a letto a causa di un doloroso attacco di artrite. Dopo essersi fatto il bagno ed aver mangiato qualcosa, Usui andò a trovare il suo amico e con le mani gli tolse il dolore.

Nei sette anni seguenti lavorò in un campo di mendicanti in Giappone guarendo gli ammalati. Quelli che erano giovani ed abili abbastanza li mandava a trovare lavoro. Dopo sette anni, vide che quelli che aveva aiutato tornavano al campo dei mendicanti nelle stesse condizioni in cui erano andati via.

Egli chiese ad essi il perché del loro ritorno al campo, ed essi gli risposero che preferivano il loro vecchio modo di vivere. Mikao Usui si rese conto che aveva guarito il corpo fisico dai sintomi, ma non aveva insegnato loro ad apprezzare la vita o un nuovo modo di vivere. Andò via dal campo dei mendicanti per insegnare a coloro che desideravano sapere di più. Insegnava come guarire se stessi e dava ai suoi discepoli i principi del Reiki per aiutarli a guarire i loro pensieri.

Uno di questi studenti, Chuyiro Hayashi, un ufficiale della marina in pensione, cercava un modo per aiutare gli altri; incontrò il dott. Usui, ne ricevette gli insegnamenti e si coinvolse profondamente nella pratica del Reiki.

Quando  Usui sentì vicina la fine della sua vita, designò Hayashi come maestro del Reiki e lo incaricò di conservare l’essenza delle sue lezioni intatta.

Hayashi, cosciente dell’importanza del metodo ne preservò la conoscenza e trovò una clinica a Tokyo dove fu possibile curare i pazienti con il Reiki, o insegnare a nuovi discepoli la pratica di esso.

La clinica preparava terapisti, i quali andavano fuori a curare persone che non potevano muoversi. Il dott. Hayashi produsse un’ampia documentazione che dimostrava che il Reiki trova la fonte dei sintomi fisici, riempie la vibrazione o il bisogno di energia e rivitalizza il corpo nella sua totalità.

Un giorno, nel 1935, una giovane donna della Hawaii era stata portata alla clinica da un impiegato di un ospedale chirurgico di Tokyo. Questa donna, Hawayo Takata, era venuta in Giappone per subire un intervento chirurgico perché affetta da tumore.

Nell’ospedale, mentre si preparava per l’intervento, sentì che non era più necessario farsi operare e che c’era qualche altro modo: Il Reiki.

La malattia fu alleviata e nella sig.ra Takata crebbe un grande desiderio di imparare il Reiki. Quando la sua cura fu quasi terminata, ella chiese di essere ammessa ad un corso di introduzione al Reiki, ma la sua richiesta fu rifiutata.

Seguendo i consigli del dott. Hayashi, Takata terminò il suo lavoro in Giappone e poi si recò nella Hawaii. Vi tornò come maestra del Reiki. Diventò una potente guaritrice, una grande maestra e introdusse il dono del Reiki nel mondo occidentale.

Da bambina, Phyllis Furumoto, ricevette il primo grado di iniziazione dalla nonna Hawayo Takata. La vita di Phyllis era stata diretta verso l’università e la carriera.

Nonostante, le richieste periodiche della nonna affinché ella studiasse il Reiki, Phyllis si sentiva troppo occupata.

Nel 1970, all’età di ventisette anni, Phyllis seppe che doveva succedere a Takata.

Dopo questo riconoscimento di Phyllis come maestra del Reiki, Takata lasciò il mondo nel dicembre del 1980.

Negli anni seguenti la morte di Takata, Phyllis crebbe nella piena accettazione del suo ruolo e comprese la responsabilità della posizione che occupava. Ella è l’esempio di quello che accade quando la forza dell’energia del Reiki diventa insegnamento e guida nella vita.

Oggi il 'Sistema o Metodo Usui' per la guarigione naturale viene messo in pratica in tutto il mondo.

Questa è la 'storia' di come il Reiki nacque o, forse, venne riscoperto e, come tutte le storie sono presenti versioni più o meno concordi, più o meno verosimili, qualcuno addirittura sostiene che si tratti di 'leggenda' e che Mikao Usui non sia nemmeno mai esistito, chissa !?!

Potrebbe anche essere così, la cosa importante, a nostro parere, è il Reiki nella sua 'sostanza', come molti aspetti della vita è impossibile a volte da 'raccontare', da 'spiegare', da 'divulgare', ed è per questo che si preferisce 'praticarlo' senza perdersi in disquisizioni di ordine storico, biografico, ecc.

Sà un pò di commerciale ma, mai come in questo caso, è valido il detto: "Provare per Credere!"

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Tale Energia attiva un processo risanatorio di purificazione dalle tossine psico-fisiche, stimola il sistema linfatico ed endocrino, regolarizza l’equilibrio omeostatico inducendo uno stato di profondo benessere e sollievo da stress, tensioni e malesseri.

La caratteristica principale, a livello energetico, è che con il Reiki si impara a meglio ‘metabolizzare’ e diffondere l’Energia Universale o Cosmica senza privarsi della propria, come ad es. potrebbe avvenire per la Pranoterapia.  Altro aspetto rilevante è che spesso il Reiki pone il praticante su un cammino esperienziale dove la maggiore consapevolezza di sé permette di meglio comprendere, e magari accettare, molti aspetti della vita che prima venivano negati o vissuti come ‘negativi’ a priori, come anche di meglio godere le cose positive.

LA TEORIA DEI CHAKRA




Per introdurre l’aspetto più prettamente ‘tecnico’ del Reiki come disciplina ‘energetica’ è utile introdurre brevemente la conoscenza della ‘Teoria dei Chakra’ che è la base essenziale e fondamentale di tutta la cultura indiana che è tra le più antiche del mondo ed ha ispirato anche le tradizioni Tibetane (da cui con ogni probabilità il Reiki trae origine) la Medicina Cinese e le altre che seguirono.

E’ esperienza comune ed ormai fa parte della consapevolezza di molti che non siamo fatti di solo corpo, di pura materia fine a se stessa, ma esiste una realtà, certo invisibile finchè vogliamo, la quale viene percepita non dal sistema cognitivo come da sempre lo conosciamo, ovvero i normali 5 sensi, bensì dalla nostra sensibilità, più o meno sviluppata, che ci permettere di ‘leggere’ aspetti della vita diversi da quelli che i normali sensi percepiscono: si parla quindi di ‘Energia’ (dal greco ‘forza in atto’ o ‘forza dentro’), concetto a volte sfuggente, molte altre volte indefinibile, ma che sicuramente tutti, in qualche modo, conosciamo; chi non ha mai sperimentato la carica energetica che ci dà una bella giornata, oppure l’incontro con una persona cara, ecc. ecc.

La stessa scienza ufficiale ha sentenziato che la stessa materia altro non è che una forma altamente condensata di Energia; a questo punto è facile affermare che tutto, noi compresi, è Energia, in senso strettamente scientifico siamo costituiti da campi elettromagnetici che interagiscono solidalmente tra loro ed anche con altri campi, sempre elettromagnetici, che sono tutte, ma proprio tutte!, le cose e gli esseri che ci circondano senza escludere neppure l’atmosfera e, praticamente, l’Universo intero.

Bene, facendo un passo indietro nel tempo scopriamo come circa 3000 anni fa in oriente, ed in India in particolare, compaiono i primi testi in cui si fanno precisi riferimenti a questo concetto in relazione a tutto il Creato ed in particolar modo alla relazione tra questo e l’Uomo; ovvero si definiscono le ‘leggi’ che regolano appunto l’Energia, la sua circolazione, la sua trasmissione e così via.

Chiariamo meglio: se tutto è Energia, così come esiste la spina da cui prendiamo energia elettrica per far funzionare radio, tv, computer, ecc. ci sarà anche per l’essere umano qualcosa che, proprio come una spina elettrica, permetta di ‘alimentarsi’ di Energia, a parte le forme convenzionali di cibo, acqua ed aria: questo qualcosa, secondo la tradizione Vedica (Veda=conoscenza) indiana sono i ‘Chakra’, la cui traduzione dal sanscrito è ‘vortice’ o ‘ruota che gira’, i quali sono situati su tutto il corpo in gran quantità; facendo un esempio simbolico i Chakra sono le nostre finestre ‘virtuali’ da cui l’Energia fluisce così come il naso, la bocca, i pori della pelle sono le finestre da cui l’aria entra ed esce per metterci di respirare e quindi di vivere, e così come l’ostruzione di tutti i pori porterebbe in poche ore alla morte, in modo analogo l’ostruzione dei Chakra non consente all’Energia di circolare per alimentare tutti i processi, anche fisiologici, di cui l’organismo ha bisogno.

Di tutti i Chakra è importante fare riferimento ai sette principali:
i più grandi (=le finestre di più ampia luce) 

schema sintetico dei principali sette Chakra e relative funzioni


mandalasignificatocollocazione corporeainfluenza
fisica
influenza
psichica
colori
associati
loto dai mille petalifuori dal corpo fisico, poco sopra la calotta cranical'intero organismoconoscenza dei processi psico-spirituali nella personabianco e oro
'occhio della mente' o 'terzo occhio'al centro della fronte tra le sopraccigliaghiandole ormonaliintuizione, concentrazione spirituale ed acume intellettivoviola e indaco
'purissimo'poco sotto la laringetiroide, crescita scheletrica ed organi internicomunicazione verbale, creatività, coscienza della propria individualitàceleste e blu
'non colpito'sulla regione cardiacacircolazione del sangue, cuore, ghiandole linfatichealtruismo, calore umano, comprensionerosa e verde
'gemma lucente'poco sopra l'ombelico nella zona del plesso solare (diaframma-stomaco)digestione e sistema nervoso vegetativoconsapevolezza dell'Io, aspirazione al poteregiallo
'collocato nel suo giusto posto'regione pubicafluidi, pressione sanguigna ed organi genitalidedizione, sessulaità, serenitàarancione
'sostegno della base'perineo, tra i genitali e l'anosistema nervoso centrale, spina dorsale e genitaliforza interiore, sicurezza nella vita quotidianarosso-nero


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 che sono collocati in
precisi e definiti distretti corporei e sono allineati tra loro esattamente lungo la colonna vertebrale, nonché ‘legati’ da un circuito che li mette in comunicazione. A seconda della disposizione hanno dei precisi e definiti riferimenti simbolici, fisiologici e psichici che vediamo nello schema riportato più avanti.

Ciascun Chakra è raffigurato anche da un simbolo grafico detto ‘Mandala’ (= cerchio, in esso tutti gli elementi che lo compongono sono equidistanti dal centro in significato di riunione unitaria di tutte le cose, di armonia globale).
Col Reiki sostanzialmente si vanno a ‘lavorare’, con le procedure che vengono rappresentate più avanti questi famigerati Chakra al fine di amplificare la capacità energetico-vibrazionale di cui ogni organismo è dotato; ma perché? Semplicemente per riarmonizzare o se preferite ‘sintonizzare’ meglio l’organismo e ciò che lo circonda e ricondurlo ad una dimensione più armonica, naturale e ‘piena’.
 

[ SCHEMA DEI PRINCIPALI SETTE CHAKRA
schema sintetico dei principali sette Chakra e relative funzioni


mandalasignificatocollocazione corporeainfluenza
fisica
influenza
psichica
colori
associati
loto dai mille petalifuori dal corpo fisico, poco sopra la calotta cranical'intero organismoconoscenza dei processi psico-spirituali nella personabianco e oro
'occhio della mente' o 'terzo occhio'al centro della fronte tra le sopraccigliaghiandole ormonaliintuizione, concentrazione spirituale ed acume intellettivoviola e indaco
'purissimo'poco sotto la laringetiroide, crescita scheletrica ed organi internicomunicazione verbale, creatività, coscienza della propria individualitàceleste e blu
'non colpito'sulla regione cardiacacircolazione del sangue, cuore, ghiandole linfatichealtruismo, calore umano, comprensionerosa e verde
'gemma lucente'poco sopra l'ombelico nella zona del plesso solare (diaframma-stomaco)digestione e sistema nervoso vegetativoconsapevolezza dell'Io, aspirazione al poteregiallo
'collocato nel suo giusto posto'regione pubicafluidi, pressione sanguigna ed organi genitalidedizione, sessulaità, serenitàarancione
'sostegno della base'perineo, tra i genitali e l'anosistema nervoso centrale, spina dorsale e genitaliforza interiore, sicurezza nella vita quotidianarosso-nero


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In pratica, e qui giungiamo al nocciolo del discorso, con l’attivazione Reiki ci si immette in un cammino, assolutamente personale e particolare, che porta verso una piena consapevolezza della propria esistenza, e come ogni cammino sulla via possiamo trovare di tutto, cose che ci sono gradite ed altre meno ma, citando una massima che non vuole certo impensierire o mettere paura, si sa che “Nessuno Arriva in Paradiso con gli Occhi Asciutti”, nel senso che ogni percorso di vita pone sicuramente ostacoli o difficoltà ma ponendosi verso questi con accettazione e consapevolezza meglio si apprezza la vita ed il cammino verso cui ci conduce.

E’ un po’ come riuscire a vedere meglio la pianura (la ns. vita) salendo la montagna ( il cammino): comporta certo impegno ma solo salendo, passo dopo passo, riusciremo ad averne certamente una visione più ampia. Spesso il Reiki viene confuso con una semplice pratica di puro rilassamento (anche se uno degli effetti più evidenti all’inizio è questo) o peggio come una potente arma (dal secondo livello in avanti) per asservire alla nostra volontà la dea bendata o gli altri esseri, ma, si sottolinea ancora, la visione che, in modo forse più corretto e valida per tutti, si può proporre è proprio quella del cammino che poi ognuno decide come gestire: chi preferirà salire la montagna inerpicandosi sulle rocce e sulle salite più erte e chi, invece, deciderà ugualmente la scalata ma abbandonandosi alle vie e sentieri più dolci che, comunque, portano ugualmente in cima!

E, sempre per citare una massima famosa:
"non è tanto importante raggiungere la cima quanto ‘vivere’ momento per momento, giorno per giorno, il sentiero stesso".

Altro aspetto che vale la pena di toccare è quello relativo alla ‘guarigione’ di cui spesso si parla quando è citato il Reiki: bisogna chiarire che il termine virgolettato non è sinonimo di terapia quasi magica di mali e situazioni patologiche ma implica una valenza forse di portata maggiore nel senso che guarigione significa prendere coscienza del fatto che molte situazione della nostra vita le quali prendono un’aspetto di tipo fisico, contingente (parliamo anche di malanni e tutto quanto ne consegue) non sono altro che il risultato finale di un processo che parte proprio da una base energetica; in altre parole se il libero fluire dell’Energia è ostacolato e poi congestionato, a lungo andare, si creano anche situazioni che favoriscono l’insorgenza di mali in senso ampio e, pertanto, con una disciplina energetica quale il Reiki è possiamo iniziare a ristabilire una corretta armonia energetica che anzitutto ci fortifica e poi, magari, aiuta anche a meglio affrontare e, perché nò, aiutare a risolvere situazioni problematiche perché ne abbiamo preso coscienza rispetto all’origine delle stesse.


Ma, come spesso accade, con le parole non sempre si riesce a dire tutto e quindi è ora di iniziare il cammino...

Universalmente i ‘gradini’ del percorso esperienziale Reiki sono tre:
  
1° LIVELLO -  calendario in aggiornamento, quando il prossimo seminario ?

a cui possono accedere tutti coloro interessati a meglio comprendere cosa sia questa famigerata Energia e a meglio utilizzarla per la propria od altrui armonizzazione a mezzo dei trattamenti diretti (a contatto); per accedere al 1° livello si partecipa ad un seminario, solitamente un w.e. o più mezze giornate, e si riceve dal master (formatore), attraverso una procedura particolare, quella che si chiama ‘attivazione’, la quale altro non è se non la riapertura e purificazione dei canali energetici di cui tutti siamo dotati fin dalla nascita ma che poi, col passare del tempo, tendono a richiudersi: si pensi ad esempio a quanta energia hanno i bambini rispetto agli adulti! Come si spiega? Semplice: hanno sicuramente più carica energetica!
Il costo di attivazione è una sorta di ‘diritto d’ ingresso’ una tantum, pari a euro 180,00 (compreso pranzo del gionro 18 dicembre) che consente di partecipare, successivamente, ad ogni altro seminario, senza impegno di alcuna natura se non la volontà di percorrere la via del Reiki, che si terrà al fine di avere sempre maggiori confronti con coloro che hanno già ricevuto l’attivazione ed esperienze con persone nuove.
2° LIVELLO -  calendario in aggiornamento, quando il prossimo seminario ?

a cui si accede, dopo aver ricevuto (e praticato per un congruo periodo) il 1°, se si vuole percorrere un’ulteriore esperienza che, a livello applicativo, permette di potenziare ancora la canalizzazione Reiki ed anche di poter ‘inviare’ Energia alle persone senza necessità del tocco o che magari sono lontane, come pure a situazioni ed eventi; il secondo livello Reiki accresce il grado di responsabilità personale riguardo all’uso cosciente delle energie in quanto si vengono a conoscere dei potenti 'simboli'.
Il Costo, anch’esso una tantum, è di euro 460,00 (escluso vitto) e valgono le indicazioni di cui sopra.
3° LIVELLO

dedicato a coloro che, dopo un congruo periodo, decidono di divulgare il Reiki e assumersi la responsabilità di attivare direttamente le persone.
Il costo di tale livello è da concordare col master di riferimento con cui si decide di percorrere tale cammino di preparazione.

OCCORENTE PERSONALE - DOTAZIONE



per la patecipazione è sufficiente un'abbigliamento comodo!
 
Per avere maggiori informazioni la Reiki Master Fausta Olivieri
è raggiungibile al recapito 327.6718526
 

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ultimo aggiornamento: 21.02.2012