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Reiki




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L’ambito del settore olistico comprende, oltre ai percorsi formativi dedicati a metodiche manuali o comunque di impostazione naturalistica, altre discipline che per il loro carattere di specificità sono collocate in spazi autonomi, pur avendo una notevole sinergia praticamente con tutte le altre metodologie: tanto per fare un’esempio, e per entrare nel tema di questa pagina, chi si occupa di Massaggi o tecniche manuali in genere può trarre notevole giovamento dalla conoscenza, ed applicazione, di argomenti strettamente connessi alla sfera energetica, quali appunto il Reiki, in una visione globale del proprio campo di attività peculiare.

Traducendo il termine Rei-Ki  si può chiamare
Energia Vitale - Universale’ e la disciplina affonda le radici nelle antiche tradizioni buddiste di guarigione, dove attraverso l’uso delle mani si agisce sul corpo energetico (sistema dei Chakra) per trattare sé stessi ed anche gli altri, veicolando ed amplificando l’Energia di cui tutto il creato è ricco.

 

Tale Energia attiva un processo risanatorio di purificazione dalle tossine psico-fisiche, stimola il sistema linfatico ed endocrino, regolarizza l’equilibrio omeostatico inducendo uno stato di profondo benessere e sollievo da stress, tensioni e malesseri.

La caratteristica principale, a livello energetico, è che con il Reiki si impara a meglio ‘metabolizzare’ e diffondere l’Energia Universale o Cosmica senza privarsi della propria, come ad es. potrebbe avvenire per la Pranoterapia.  Altro aspetto rilevante è che spesso il Reiki pone il praticante su un cammino esperienziale dove la maggiore consapevolezza di sé permette di meglio comprendere, e magari accettare, molti aspetti della vita che prima venivano negati o vissuti come ‘negativi’ a priori, come anche di meglio godere le cose positive.

 

la Teoria dei Chakra ::



Per introdurre l’aspetto più prettamente ‘tecnico’ del Reiki come disciplina ‘energetica’ è utile introdurre brevemente la conoscenza della ‘Teoria dei Chakra’ che è la base essenziale e fondamentale di tutta la cultura indiana che è tra le più antiche del mondo ed ha ispirato anche le tradizioni Tibetane (da cui con ogni probabilità il Reiki trae origine) la Medicina Cinese e le altre che seguirono.

E’ esperienza comune ed ormai fa parte della consapevolezza di molti che non siamo fatti di solo corpo, di pura materia fine a se stessa, ma esiste una realtà, certo invisibile finchè vogliamo, la quale viene percepita non dal sistema cognitivo come da sempre lo conosciamo, ovvero i normali 5 sensi, bensì dalla nostra sensibilità, più o meno sviluppata, che ci permettere di ‘leggere’ aspetti della vita diversi da quelli che i normali sensi percepiscono: si parla quindi di ‘Energia’ (dal greco ‘forza in atto’ o ‘forza dentro’), concetto a volte sfuggente, molte altre volte indefinibile, ma che sicuramente tutti, in qualche modo, conosciamo; chi non ha mai sperimentato la carica energetica che ci dà una bella giornata, oppure l’incontro con una persona cara, ecc. ecc.

La stessa scienza ufficiale ha sentenziato che la stessa materia altro non è che una forma altamente condensata di Energia; a questo punto è facile affermare che tutto, noi compresi, è Energia, in senso strettamente scientifico siamo costituiti da campi elettromagnetici che interagiscono solidalmente tra loro ed anche con altri campi, sempre elettromagnetici, che sono tutte, ma proprio tutte!, le cose e gli esseri che ci circondano senza escludere neppure l’atmosfera e, praticamente, l’Universo intero.

Bene, facendo un passo indietro nel tempo scopriamo come circa 3000 anni fa in oriente, ed in India in particolare, compaiono i primi testi in cui si fanno precisi riferimenti a questo concetto in relazione a tutto il Creato ed in particolar modo alla relazione tra questo e l’Uomo; ovvero si definiscono le ‘leggi’ che regolano appunto l’Energia, la sua circolazione, la sua trasmissione e così via.

Chiariamo meglio: se tutto è Energia, così come esiste la spina da cui prendiamo energia elettrica per far funzionare radio, tv, computer, ecc. ci sarà anche per l’essere umano qualcosa che, proprio come una spina elettrica, permetta di ‘alimentarsi’ di Energia, a parte le forme convenzionali di cibo, acqua ed aria: questo qualcosa, secondo la tradizione Vedica (Veda=conoscenza) indiana sono i ‘Chakra’, la cui traduzione dal sanscrito è ‘vortice’ o ‘ruota che gira’, i quali sono situati su tutto il corpo in gran quantità; facendo un esempio simbolico i Chakra sono le nostre finestre ‘virtuali’ da cui l’Energia fluisce così come il naso, la bocca, i pori della pelle sono le finestre da cui l’aria entra ed esce per metterci di respirare e quindi di vivere, e così come l’ostruzione di tutti i pori porterebbe in poche ore alla morte, in modo analogo l’ostruzione dei Chakra non consente all’Energia di circolare per alimentare tutti i processi, anche fisiologici, di cui l’organismo ha bisogno.

Di tutti i Chakra è importante fare riferimento ai sette principali:
i più grandi (=le finestredi più ampia luce) che sono collocati in
precisi e definiti distretti corporei e sono allineati tra loro esattamente lungo la colonna vertebrale, nonché ‘legati’ da un circuito che li mette in comunicazione. A seconda della disposizione hanno dei precisi e definiti riferimenti simbolici, fisiologici e psichici che vediamo nello schema riportato più avanti.

Ciascun Chakra è raffigurato anche da un simbolo grafico detto ‘Mandala’ (= cerchio, in esso tutti gli elementi che lo compongono sono equidistanti dal centro in significato di riunione unitaria di tutte le cose, di armonia globale).
Col Reiki sostanzialmente si vanno a ‘lavorare’, con le procedure che vengono rappresentate più avanti questi famigerati Chakra al fine di amplificare la capacità energetico-vibrazionale di cui ogni organismo è dotato; ma perché? Semplicemente per riarmonizzare o se preferite ‘sintonizzare’ meglio l’organismo e ciò che lo circonda e ricondurlo ad una dimensione più armonica, naturale e ‘piena’.

 
[ schema fondamentale dei principali sette Chakra e relative proprietà ]
 
In pratica, e qui giungiamo al nocciolo del discorso, con l’attivazione Reiki ci si immette in un cammino, assolutamente personale e particolare, che porta verso una piena consapevolezza della propria esistenza, e come ogni cammino sulla via possiamo trovare di tutto, cose che ci sono gradite ed altre meno ma, citando una massima che non vuole certo impensierire o mettere paura, si sa che “Nessuno Arriva in Paradiso con gli Occhi Asciutti”, nel senso che ogni percorso di vita pone sicuramente ostacoli o difficoltà ma ponendosi verso questi con accettazione e consapevolezza meglio si apprezza la vita ed il cammino verso cui ci conduce.

E’ un po’ come riuscire a vedere meglio la pianura (la ns. vita) salendo la montagna ( il cammino): comporta certo impegno ma solo salendo, passo dopo passo, riusciremo ad averne certamente una visione più ampia. Spesso il Reiki viene confuso con una semplice pratica di puro rilassamento (anche se uno degli effetti più evidenti all’inizio è questo) o peggio come una potente arma (dal secondo livello in avanti) per asservire alla nostra volontà la dea bendata o gli altri esseri, ma, si sottolinea ancora, la visione che, in modo forse più corretto e valida per tutti, si può proporre è proprio quella del cammino che poi ognuno decide come gestire: chi preferirà salire la montagna inerpicandosi sulle rocce e sulle salite più erte e chi, invece, deciderà ugualmente la scalata ma abbandonandosi alle vie e sentieri più dolci che, comunque, portano ugualmente in cima!

E, sempre per citare una massima famosa:
"non è tanto importante raggiungere la cima quanto ‘vivere’ momento per momento, giorno per giorno, il sentiero stesso".

Altro aspetto che vale la pena di toccare è quello relativo alla ‘guarigione’ di cui spesso si parla quando è citato il Reiki: bisogna chiarire che il termine virgolettato non è sinonimo di terapia quasi magica di mali e situazioni patologiche ma implica una valenza forse di portata maggiore nel senso che guarigione significa prendere coscienza del fatto che molte situazione della nostra vita le quali prendono un’aspetto di tipo fisico, contingente (parliamo anche di malanni e tutto quanto ne consegue) non sono altro che il risultato finale di un processo che parte proprio da una base energetica; in altre parole se il libero fluire dell’Energia è ostacolato e poi congestionato, a lungo andare, si creano anche situazioni che favoriscono l’insorgenza di mali in senso ampio e, pertanto, con una disciplina energetica quale il Reiki è possiamo iniziare a ristabilire una corretta armonia energetica che anzitutto ci fortifica e poi, magari, aiuta anche a meglio affrontare e, perché nò, aiutare a risolvere situazioni problematiche perché ne abbiamo preso coscienza rispetto all’origine delle stesse.


Ma, come spesso accade, con le parole non sempre si riesce a dire tutto e quindi è ora di iniziare il cammino...

Universalmente i ‘gradini’ del percorso esperienziale Reiki sono tre:
  
1° Livello 06 febbraio 2010

a cui possono accedere tutti coloro interessati a meglio comprendere cosa sia questa famigerata Energia e a meglio utilizzarla per la propria od altrui armonizzazione a mezzo dei trattamenti diretti (a contatto); per accedere al 1° livello si partecipa ad un seminario, solitamente un w.e. o più mezze giornate, e si riceve dal master (formatore), attraverso una procedura particolare, quella che si chiama ‘attivazione’, la quale altro non è se non la riapertura e purificazione dei canali energetici di cui tutti siamo dotati fin dalla nascita ma che poi, col passare del tempo, tendono a richiudersi: si pensi ad esempio a quanta energia hanno i bambini rispetto agli adulti! Come si spiega? Semplice: hanno sicuramente più carica energetica!
Il costo di attivazione è una sorta di ‘diritto d’ ingresso’ una tantum, pari a euro 160,00 (più 25,00 di tesseramento in caso di nuovi associati) che consente di partecipare, successivamente, ad ogni altro seminario, senza impegno di alcuna natura se non la volontà di percorrere la via del Reiki, che si terrà al fine di avere sempre maggiori confronti con coloro che hanno già ricevuto l’attivazione ed esperienze con persone nuove.
2° Livello

a cui si accede, dopo aver ricevuto (e praticato per un congruo periodo) il 1°, se si vuole percorrere un’ulteriore esperienza che, a livello applicativo, permette di potenziare ancora la canalizzazione Reiki ed anche di poter ‘inviare’ Energia alle persone senza necessità del tocco o che magari sono lontane, come pure a situazioni ed eventi; il secondo livello Reiki accresce il grado di responsabilità personale riguardo all’uso cosciente delle energie in quanto si vengono a conoscere dei potenti 'simboli'.
Il Costo, anch’esso una tantum, è di euro 460,00 e valgono le indicazioni di cui sopra.
3° Livello

dedicato a coloro che, dopo un congruo periodo, decidono di divulgare il Reiki e assumersi la responsabilità di attivare direttamente le persone.
Il costo di tale livello è da concordare col master di riferimento con cui si decide di percorrere tale cammino di preparazione.
 
occorrente personale - dotazione

per la patecipazione non è necessaria alcuna dotazione particolare, è sufficiente un'abbigliamento comodo!
 
CHI FOSSE INTERESSATO A CONOSCERE MEGLIO L’ARGOMENTO PUO’ CONTATTARE DIRETTAMENTE LA REIKI-MASTER FAUSTA OLIVIERI ALLO 0871.684591
 


per essere informata/o circa l'attivazione di un prossimo seminario puoi iscriverti (se non hai già inoltrato in precedenza una segnalazione) alla 'mailing list', oppure lasciarci un messaggio tramite la pagina 'contatti'.
 


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